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Roberto bartali.it

Novembre 2004

2 novembre 2004 (ANSA) MITROKHIN: ROGATORIA IN FRANCIA PER CARLOS
MITROKHIN: FRAGALà, CARLOS E STASI DIETRO STRAGE TRENO 904
DELLA STRUTTURA DI CARLOS FACEVA PARTE ANCHE VALERIO MORUCCI

Ci sarebbe la Stasi, il servizio segreto della Germania dell'est dietro la strage del treno 904 Firenze-Bologna. Lo afferma in una nota Enzo Fragalà, capogruppo di An in Commissione Mitrokhin commentando i risultati della rogatorio fatta in Francia presso la magistratura che sta indagando sull'attività del terrorista internazionale Carlos , 'lo sciacallo'. Secondo l'esponente di Alleanza nazionale gli attentati in Europa compiuti dai terroristi rossi sarebbero stati eterodiretti dai Servizi dei Paesi dell'Est per destabilizzare l'Occidente all'interno di una ben precisa strategia.
"La rogatoria internazionale - dice Fragalà - con la quale la Commissione Mitrokhin ha esaminato a Parigi gli innumerevoli faldoni dell'inchiesta giudiziaria francese sul terrorismo rosso e sul gruppo 'Separat' guidato dal famigerato 'Sciacallo', alias Ilich Ramirez Sanchez detto Carlos, ha avuto esiti eccezionalmente positivi".
"Della rete "Separat" - spiega Fragalà - facevano parte, fra l'altro, alcuni brigatisti rossi come Valerio Morucci, Giorgio Bellini, Renato Curcio e Alessandro Giraldi. E il nostro Paese era considerato dai Servizi segreti orientali e dalle reti terroristiche particolarmente 'permeabile' per il passaggio di armi ed esplosivi oppure direttamente interessato a grandi atti terroristici. In questo senso - conclude Fragalà - e' esemplare l'indicazione del capitano della Stasi, Borostowski, che attribuisce al 'gruppo Carlos' l'attentato di Natale, del 23 dicembre 1984 sul treno Firenze-Bologna. In questo contesto bisognerà approfondire l'eventuale passaggio di Carlos a Bologna alla vigilia della strage del 2 agosto 1980".
Fragalà lancia un avvertimento su eventuali smentite o polemiche risposte alla sua tesi: la Commissione Mitrokhin si sente "naturalmente vincolata allo stretto segreto istruttorio che tutela l'inchiesta giudiziaria del giudice Bruguiere, di modo che non renderà pubblico nessun documento e nessuna attività di indagine fin quando, tra qualche mese, l'istruttoria francese sarà definitivamente conclusa. Per questo - ammonisce Fragalà - sono e saranno vani tutti i tentativi di chi, da sinistra, ha tentato o tenterà di impedire il disvelamento di una verità inconfutabile: il terrorismo politico in Europa, Brigate rosse comprese, e' stato alimentato, finanziato, armato e addestrato dai Servizi segreti orientali in una strategia di terrore e di destabilizzazione che avrebbe dovuto far cadere il fronte interno dei Paesi occidentali e consentire l'instaurazione di regimi terzomondisti o addirittura comunisti filosovietici". freccia rossa che punta in alto

MITROKHIN: FRAGALà CONFERMA, CARLOS DIETRO STRAGE TRENO 904
SONO ATTI GIà DISPONIBILI, INTERROGHIAMO UFFICIALI EX STASI

Nessuna rettifica. Enzo Fragalà conferma "l'esistenza di documenti che attribuiscono a "Separat" e al gruppo Carlos l'attentato al 904: "sono agli atti della Commissione Stragi", dice in particolare il capogruppo in commissione Mitrokhin per An. "E sono rafforzati - spiega - da un rapporto della Dst francese, anch'esso già acquisito. Chiedero' l'audizione di tutti gli ufficiali della Stasi che hanno avuto un ruolo, diretto o indiretto, in questa vicenda".
"Le mie precedenti considerazioni sulle responsabilità del "gruppo Carlos" e dell'organizzazione terroristica "Separat" riguardo "l'attentato dinamitardo contro il treno Bologna-Firenze il 23.12.1984" fanno riferimento documentale ad un atto richiesto ed acquisito dalla Commissione Stragi nel maggio 2001 in esecuzione della rogatoria promossa per iniziativa dell'allora presidente senatore Giovanni Pellegrino Tale atto þ sottolinea - "e' una relazione della Divisione XX/8 del 18 gennaio 1985 ad opera del capitano Borostowski della Stasi, responsabile della Sezione 'Terrorismo Internazionale' del Ministero per la Sicurezza dello Stato dellþex-Ddr. Quindi non e' una emergenza o una acquisizione legata alla rogatoria della Commissione Mitrokhin a Parigi guidata dal presidente, senatore Paolo Guzzanti".
"Tale relazione þ continua il deputato di An - annovera e attribuisce alla rete terroristica guidata da Carlos una serie di attentati contro interessi francesi in Germania occidentale e in Francia, oltreche' la strage di Natale sul treno 904 Bologna-Firenze".
"Peraltro þ rivela Fragalà - la circostanza e' confermata anche da un dettagliato rapporto di oltre 200 pagine della Dst francese al giudice Bruguiere dell'ottobre del 1995, nel quale gli esperti dell'antiterrorismo francese attribuiscono, senza ombra di dubbio, l'organizzazione dei sopracitati attentati a 'Separat'. Anche tale rapporto fa parte della prima tranche di documenti, provenienti dall'autorità francese, già agli atti dell'ufficio stralcio della Commissione Stragi". "Qualunque sia l'interpretazione, lþanalisi o la lettura di tale importante documento acquisito dalla Commissione Stragi þ dice l'esponente di An - e' indubbio che merita tutto l'approfondimento possibile da parte della Commissione Mitrokhin per la parte di inchiesta che riguarda il condizionamento e l'influenza dei Servizi segreti del Patto di Varsavia sulla vita politica e civile italiana.
Chiedero' pertanto al prossimo ufficio di presidenza l'audizione di tutti i funzionari della Stasi che hanno redatto e firmato tali documenti, primo fra tutti lþautore del rapporto del gennaio 1985 allo scopo di verificare, attraverso la fonte primaria di tale relazione, tutti gli ulteriori elementi utili a verificare informazioni e responsabilità sugli esecutori e i mandanti di una delle piu' gravi stragi terroristiche consumate sul territorio italiano".
Sono certo - conclude Fragalà - "che l'intera Commissione Mitrokhin, da destra e da sinistra, condividerà il valore di ricerca della verità scaturiente dalle fonti documentali in nostro possesso e che potrà, ancor piu', verificarsi, attraverso l'audizione di tutti gli ufficiali della Stasi che hanno avuto un ruolo, diretto o indiretto, in questa vicenda. Naturalmente il quadro complessivo dell'inchiesta giudiziaria su 'Separat' e sul gruppo Carlos potrà fornire, una volta caduto il segreto istruttorio su quegli atti, ampi elementi di verifica dell'indicazione acquisita dalla Stasi sulle vere responsabilità dell'attentato dinamitardo al treno 904". freccia rossa che punta in alto

MITROKHIN: GUZZANTI,CI SIAMO IMPEGNATI SU SEGRETO PER CARLOS
TUTT'ALTRO CONTESTO PER QUESTIONE 904

La commissione Mitrokhin si e' impegnata "sulla parola d' onore"" a rispettare il vincolo di riservatezza posto dalla magistratura francese sulla documentazione che dovrebbe arrivare a Roma da Parigi e che riguarda l' attivita' internazionale della rete terroristica che faceva capo a "Carlos lo sciacallo". Una struttura definita nelle carte con il nome "separat" e della quale avrebbe fatto parte anche Valerio Morucci, componente delle Br durante il caso Moro. Paolo Guzzanti, conferma, conversando con i giornalisti, l' impegno "anzi la parola personale d' onore" data al magistrato Bughiere, ma afferma anche che della questione del treno 904 e della possibile regia della Stasi nella strage del 1984 le carte danno "una ben diversa lettura da quella fornita da Enzo Fragalà".
Senza entrare in dettagli per non violare assolutamente i riferimenti e le citazioni, il presidente della commissione sostiene tuttavia che la questione va letta "ben diversamente" da come e' stata posta dal commissario di An; ma Guzzanti da' tuttavia un giudizio politico complessivo della missione e dei relativi risultati. "Risulta assolutamente chiaro ed espresso in termini inoppugnabili che l' unica inchiesta indipendente condotta in Europa nel corso di 25 anni, porta ad una mappa sconcertante e documentatissima, ma tutt' altro che non attesa di una gestione decentrata da parte dell' Urss dei maggiori episodi di terrorismo e di eversione. Solo raramente il Kgb ha gestito episodi di violenza o di eversione ma ha deferito il tutto ai servizi segreti dei Paesi del Patto di Varsavia, primo fra tutti la Stasi, cioe' il servizio segreto della Germania dell' Est che operavano direttamente gestendo reti e gruppi. La Stasi - aggiunge a mo' di esempio Guzzanti - aveva un ruolo preminente sull' Ungheria, era una vera e propria dipendence ma e' capitato anche che i servizi dell' Est intervenissero direttamente sul Kgb o comunque svolgessero un ruolo non direttamente subalterno rispetto alla 'casa madre'. Nulla sarebbe emerso direttamente sul caso Moro e la Commissione - afferma ancora Guzzanti conversando con i giornalisti - potrebbe interessarsi anche degli archivi della Stasi a cui Carlos, per vie parallele ma certe, faceva capo". freccia rossa che punta in alto

3 novembre 2004 (ANSA)- MITROKHIN: ACCAME, INDAGARE SU LEGAMI CARLOS-RAPIMENTO MORO

Falco Accame, ex presidente della commissione Difesa della Camera dei deputati, chiede che sia fatta luce sui possibili legami tra il gruppo Carlos e il rapimento di Aldo Moro. "Troppi sono gli elementi che collegano queste due vicende. La magistratura a Roma indaga e ora anche la commissione Mitrokhin che si è recata a Parigi. Spero che la magistratura e la commissione parlamentare vogliano far luce sui possibili legami testimoniati dai due "gladiatori" Arconte e Cangedda, che hanno l'uno parlato di un'attivazione della rete della Gladio militare prima del sequestro Moro e l' altro di una segnalazione raccolta grazie alle informazioni provenienti da ambiente della Stasi, il servizio segreto dell'est, e che indicavano in 'Gradoli Strasse" la base romana delle Br durante i 55 giorni. Sono fatti ed elementi che si incrociano con i sibillini ma eloquenti segnali che sono venuti nel tempo da Carlos con alcune interviste. Si faceva riferimento all'attivazione dei nostri servizi segreti fino alla mattina del 9 di maggio del 1978 quando un jet dei servizi segreti italiani era in attesa, sulla pista dell'aeroporto di Beirut, per un possibile scambio di prigionieri. Un elemento che ha trovato riscontro nella missione che svolse quel giorno l'allora vice responsabile del Sismi amm. Fulvio Martini. Chiedo che magistratura e commissione di inchiesta approfondiscano questo versante anche sulla base delle due testimonianze, oppure che i due "gladiatori" vengano perseguiti per calunnia". freccia rossa che punta in alto

10 novembre 2004 (ANSA) - PM IONTA A PARIGI PER INTERROGARE CARLOS CHE NON PARLA

Il responsabile del pool antiterrorismo di Roma Franco Ionta si è recato oggi a Parigi per interrogare, nell'ambito della nuova inchiesta sul sequestro e l'omicidio di Aldo Moro, il terrorista venezuelano Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos, detenuto da anni nella capitale francese. L'atto istruttorio, sollecitato attraverso rogatoria internazionale, è stato deciso dal magistrato romano per fare chiarezza sulla circostanza che vorrebbe la rete 'Separat', guidata da Carlos, in contatto, durante la gestione del rapimento dello statista Dc, con un personaggio molto vicino a Valerio Morucci, uno dei componenti del commando che agì in via Fani il 16 marzo 1978. Il sospetto, come emerge da una documentazione dei servizi segreti ungheresi che si trova negli atti del nuovo fascicolo processuale, è che qualche apparato spionistico di un paese dell'est europeo possa avere, tramite l'organizzazione 'Separat', condizionato le scelte delle Brigate Rosse in sede di discussione sulla sorte di Moro. Da qui l'iniziativa di Ionta di sentire, come testimone, lo "Sciacallo", ossia Carlos il quale, in Francia, sta scontando una condanna all'ergastolo per una serie lunghissima di sanguinosi attentati. Le domande al terrorista, secondo quanto si è appreso, vengono poste tramite il giudice francese Bruguiere. I nuovi accertamenti sui fatti avvenuti 26 anni fa sono stati determinati dall' istanza di riapertura delle indagini presentata dall' avvocato Nino Marazzita, legale di Maria Fida Moro. In particolare, il penalista, traendo spunto dalle carte del cosiddetto dossier Mitrokhin, ha configurato, per la vicenda Moro, lo scenario di una "combine di interessi italiani e stranieri, principalmente P2, Kgb e Cia" il cui scopo sarebbe stato quello di "bloccare la politica di apertura verso il Partito Comunista Italiano". Questi organismi, secondo l'ipotesi lanciata da Marazzita, insieme "con i servizi israeliani, che tuttavia ebbero un ruolo marginale, si sarebbero impadroniti dei meccanismi delle Brigate Rosse le quali intendevano liberare Moro, ma in realtà furono costrette ad ucciderlo". freccia rossa che punta in alto

MORO: CARLOS NON PARLA, IONTA E' TORNATO A ROMA

Inutile viaggio a Parigi del pm romano Franco Ionta per interrogare il terrorista venezuelano Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos, nell'ambito della nuova inchiesta sul sequestro e l'omicidio di Aldo Moro. Il testimone si è infatti avvalso della facoltà di non rispondere. Nel pomeriggio il magistrato è rientrato nella capitale. freccia rossa che punta in alto

12 novembre 2004 (ANSA) - MORO: MORUCCI, LEGGENDO LETTERE MI SONO TROVATO DA SUA PARTE

"Leggendo le lettere di Aldo Moro mi sono trovato dalla parte del carcerato, dalla parte di coloro che combattevo. E' come se, in quei momenti, avessi vissuto una dislocazione morale". Valerio Morucci, membro del commando delle Brigate Rosse che rapì e uccise il presidente della Democrazia Cristiana, in occasione dell'uscita del suo ultimo libro, ha rilasciato un'intervista a Radio Popolare in cui ha raccontato aspetti inediti dei 55 giorni del rapimento Moro. Morucci - che fu il postino delle Br durante il rapimento di Moro - ha raccontato che spesso, durante il rapimento, rileggeva le lettere dello statista. "Le leggevo - ha raccontato a Radio Popolare - perché ero interessato a capire quanto potessero essere utili per una soluzione positiva della vicenda. Poi, mano a mano, quella lettura assunse per me e per Adriana (Faranda) un altro significato. Moro parlava anche alla famiglia, era un uomo, non soltanto un politico. Lì scattò quella che io definisco una dislocazione morale. Erano anche lettere di un uomo prigioniero. Ci fu una separazione tra il Moro politico e il Moro, uomo prigioniero. E questo secondo aspetto arrivava direttamente allo stomaco. Non era una cosa piacevole da vivere. Mi sentivo il censore, colui che faceva censura sulle lettere del carcerato. Venivano alla mente tante cose... le lettere dei prigionieri della Resistenza...tutte cose che noi avevamo sempre guardato dall'altra parte". freccia rossa che punta in alto

MORO: GIRO(FI), MORUCCI? RICORDO SOLO TELEFONATA DOPO OMICIDIO

Non risulta vi sia mai stata "dislocazione morale" da parte di Valerio Morucci, ma piuttosto la sua telefonata con la quale indicò dove trovare il cadavere di Aldo Moro. Ad affermarlo è Francesco Giro, responsabile nazionale di Forza Italia per i rapporti con il mondo cattolico. "Rispettiamo le dichiarazioni rese da Valerio Morucci a Radio Popolare per promuovere il suo nuovo libro ma nella tragica vicenda Moro, che lo ha visto tra i protagonisti più attivi, non ci risulta ci sia mai stata da parte sua quella dislocazione morale di cui oggi parla. Al contrario ci fu, ed è ancora drammaticamente viva nella nostra memoria - afferma Giro in una nota - la telefonata con la quale l'ex brigatista Morucci indico' al professor Mario Tritto dove trovare il corpo esanime di Aldo Moro". freccia rossa che punta in alto

LIBRI: VALERIO MORUCCI RACCONTA LA SUA VITA NELLE BR (ANSA)
"LA PEGGIO GIOVENTU", UN'AUTOBIOGRAFIA NELLA LOTTA ARMATA

Forse è tempo che la sanguinaria vicenda delle Brigate rosse sia storicizzata per davvero, e vista come la storia di una generazione sedotta dalla violenza; una generazione già condannata dai tribunali e dalla coscienza comune, ma ancora pienamente da comprendere. In questa prospettiva si segnala il libro autobiografico di Valerio Morucci, che è stato uno dei protagonisti degli anni di piombo. Il 16 marzo 1978 prese parte all'agguato di Via Fani, a Roma, in cui fu rapito Aldo Moro e rimasero uccisi i cinque agenti della scorta. Negli ultimi giorni del sequestro tentò invano di opporsi, insieme a Adriana Faranda, all'uccisione del presidente della Dc. Arrestato nel 1979, Morucci ha avuto piu' condanne all'ergastolo, portate a trent'anni in appello e poi a ventidue e mezzo per l'applicazione della legge sulla dissociazione. Ha poi ottenuto la semilibertà e la libertà condizionale, finendo di scontare la sua pena nel 1994. Oggi lavora come consulente informatico, ha un figlio di 5 anni e scrive libri. Dunque, da uomo libero, in questo libro l'ex brigatista mette per la prima volta tutto nero su bianco, la sua storia, le origini e le contraddizioni del terrorismo di sinistra: dal mito della Resistenza tradita alla ribellione del 1968; dalla nascita del partito armato alla catastrofe di una generazione in cui principi e ideali hanno lasciato il posto alla fede cieca nella violenza. "Non stiamo ripercorrendo solo un elenco di fatti. Stiamo attraversando un dolore collettivo" scrive Morucci, che cinque anni fa aveva già raccontato l'antefatto della sua storia di brigatista in "Ritratto di un terrorista da giovane", dove raccontava la sua vita e la sua formazione politica fino all'ingresso nelle Brigate rosse. Ora con "La peggio gioventù" completa il racconto, apparentemente senza reticenze, ma con lo sforzo di capire e far capire come si arrivo' a tanto sangue. Il suo memoriale è un'interpretazione dall'interno della storia delle Br in cui si intrecciano racconti autobiografici, descrizioni di vita quotidiana, giudizi sferzanti su capi Br come Mario Moretti e Alberto Franceschini e sui vertici dei partiti alle prese con il sequestro Moro, tentativi di dar conto delle proprie responsabilità e del dolore provocato. Con la speranza che si possa arrivare finalmente a un giudizio sugli anni di piombo capace di chiudere una lunga stagione di morte. Per impedire che, per l'ennesima volta, qualcuno raccolga da terra il testimone della lotta armata. freccia rossa che punta in alto

13 novembre 2004 (ANSA) - MORO: PISANU, LINEA FERMEZZA FU INEVITABILE E LACERANTE

Perché durante il sequestro di Aldo Moro la Dc sposo' la linea della fermezza? Il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, allora strettissimo collaboratore del segretario democristiano Benigno Zaccagnini, rivela nel libro di Bruno Vespa "Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi" l'angoscia del partito e le ragioni di Stato che imposero quella scelta. "Fu Zaccagnini in persona - dice Pisanu - a dettare il primo comunicato ufficiale della Dc dopo il sequestro di Aldo Moro nel quale si affermava che il partito non avrebbe lasciato nulla di intentato per salvare la vita del suo presidente. Lo ricordo bene perché toccò a me stendere materialmente quella nota. Posso anche testimoniare che Zaccagnini non cambiò mai atteggiamento nelle settimane che seguirono". La linea della 'fermezza', prosegue Pisanu, "prese progressivamente consistenza quando ci si rese conto che le Brigate rosse ponevano condizioni tali da comportare, se le avessimo accettate, conseguenze gravissime e, in sostanza, irreparabili. Una delle più pesanti era, infatti, che fosse loro riconosciuto lo status di esercito combattente. Ciò avrebbe determinato una fondamentale conseguenza giuridica: l'applicazione ai brigatisti detenuti della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra. Ma soprattutto due disastrose conseguenze politiche: la legittimazione delle Br, specialmente agli occhi di tutti i simpatizzanti o potenziali aderenti (che a quel tempo erano molti) e in definitiva la resa dello Stato". Pisanu sottolinea dunque che quella della fermezza "fu una scelta inevitabile e lacerante, che segno' profondamente Zaccagnini per il resto della sua vita. Nei momenti piu' difficili del sequestro noi lo sostenemmo convinti, anche se con grande sofferenza. Lo stesso avvenne nel partito, a eccezione di pochissimi casi". "E' certo, comunque, che Zaccagnini decise in piena autonomia, come del resto faceva sempre sulle questioni importanti - sottolinea Pisanu - nonostante una mediocre letteratura politica tenti di descriverlo come un debole o un irresoluto. In realta', era davvero un uomo mite ma, al tempo stesso, risoluto e forte". Secondo Francesco Cossiga, Pisanu e Guido Bodrato erano le persone che avevano maggiore influenza su Zaccagnini. "A me il caso Moro ha procurato la depressione - racconta a Vespa il presidente emerito della Repubblica - ma la gente non sa che la persona piu' irremovibile fu proprio Zaccagnini che vi si procurò un infarto. Perché? I comunisti dissero che la durezza di questo atteggiamento si spiegava con il fatto che Zaccagnini era stato partigiano". freccia rossa che punta in alto

15 novembre 2004 (ANSA) - MORO: COSSIGA, NON SAPPIAMO ANCORA QUANTI ERANO BR A VIA FANI

A ventisei anni dal caso Moro non si sa ancora tutto quel che accadde in via Mario Fani. Dice Francesco Cossiga nel nuovo libro di Bruno Vespa "Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi" in uscita da Mondadori Rai Eri. ' 'I brigatisti hanno parlato di cose che già si conoscevano o che immaginavano sarebbero venute fuori. Non sappiamo quanti fossero con esattezza gli uomini del commando di via Fani, certamente non sappiamo chi sono i brigatisti che hanno partecipato all'attentato in motocicletta. Prospero Gallinari ha confessato di essere stato lui a uccidere Moro, invece sappiamo che si mise a tremare e non ebbe il coraggio di ucciderlo. Spararono Moretti o Maccari. Quando, su richiesta della famiglia, feci visita in carcere a Gallinari, che era in precarie condizioni di salute e per questo poi usci', lui ci disse: "Avete sbagliato tutto, nelle fabbriche sapevano benissimo chi fossimo e dove fossimo". Drammatico il ricordo di Giulio Andreotti: "Tememmo che fosse l'inizio di una manovra insurrezionale articolata nelle diverse piazze italiani". freccia rossa che punta in alto

17 novembre 2004 (ANSA) - MORO: FRAGALA', PIU' CHE LIBRI DA MORUCCI ASPETTIAMO VERITA'

"L'ex-brigatista rosso Valerio Morucci fa rivelazioni a corrente alternata tentando cosi' di promuovere le vendite del suo ultimo libro. Ma e' lampante, come d'altra parte sostengono tutti i magistrati che si sono occupati della varie fasi della vicenda, che le rivelazioni con il contagocce sono il sintomo piu' chiaro che, sul sequestro e sull'assassinio di Aldo Moro, non si e' detta tutta la verita"". Lo afferma Enzo Fragala', capogruppo di An in commissione Mitrokhin, a proposito del nuovo libro dell'ex leader della colonna romana delle Br dal titolo 'La peggio gioventu". "Per essere davvero credibile Morucci dovrebbe finalmente vuotare il sacco - aggiunge l'esponente di An - e spiegare quali erano i suoi rapporti con la rete terroristica finanziata dai Servizi segreti dell'Est e capitanata da Carlos, dato che il nome di Valerio Morucci emerge, in maniera inequivocabile, come punto di riferimento del gruppo 'Separat' in Italia, dalle attivita' di inchiesta della Commissione Mitrokhin". freccia rossa che punta in alto

22 novembre 2004 (ADN KRONOS) - MORO: MORUCCI, 'PCI INGARBUGLIO' I FATTI DEI PROCESSI'

Gli avvocati militanti del Pci fecero ''un notevole lavoro di ingarbugliamento dei fatti nei vari processi sul sequestro Moro''. Lo ha detto l'ex capo della colonna romana delle Br, Valerio Morucci, intervistato dal direttore de 'Il Giornale' Maurizio Belpietro al programma 'L'Antipatico', in onda domani su Canale 5. freccia rossa che punta in alto

24 novembre 2004 (ANSA) - MITROKHIN: RELAZIONE GUZZANTI SI VOTERA' IL 15 DICEMBRE

Ieri sera la commissione Mitrokhin ha deciso, dopo aver concluso il dibattito generale con la replica del presidente Paolo Guzzanti, che il voto finale sulla relazione predisposta dal presidente ci sara' il 15 di dicembre. La decisione di spostare cosi' in avanti il voto, che era previsto per oggi alle 13,30, e' stata presa per gli impegni dei due rami del Parlamento, in particolare perche' il Senato e' totalmente assorbito dall'esame della legge finanziaria. Ieri sera, fino a tarda notte, il presidente Paolo Guzzanti ha replicato al lungo dibattito generale presentando anche alcuni piccoli "aggiustamenti" del suo documento. Tra l'alto Guzzanti ha fatto un cenno, nel nuovo testo della relazione, alla recente missione a Parigi di una delegazione dell'organismo bicamerale d'inchiesta per incontrare il magistrato che indaga sulla rete 'Separat' del terrorista internazionale Carlos di cui avrebbe fatto parte anche Valerio Morucci. In questo passaggio Guzzanti scrive: "In particolare il Kgb si articolava in diversi direttorati che (come c'e' stato confermato autorevolmente anche da fonte che non vogliamo citare in questo passaggio ma che e' nota anche ai membri dell'ufficio di presidenza che hanno partecipato ad una recente commissione rogatoria) si occupava non di reprimere ma di organizzare attivita' terroristiche ed eversive proteggendole e curandone il coordinamento, nel corso di periodiche riunioni che vedevano riuniti intorno allo stesso tavolo esponenti di movimenti di liberazione e di organizzazioni propriamente terroristiche, bande armate e guerriglie. Nel corso di queste riunioni erano presenti alcuni esponenti dei servizi segreti orientali, in particolare ufficiali della Stasi, della Repubblica Democratica Tedesca con potere di supervisione sui servizi ungheresi, a sempre, in ogni riunione, era comunque presente con un ruolo dirigente e di coordinamento il rappresentante del Kgb sovietico". freccia rossa che punta in alto

26 novembre 2004 (ANSA) - MORO: GUZZANTI (FI), FU OPERA DI INTELLIGENCE MILITARE? PRESIDENTE COMMISSIONE MITROKIN: STIAMO RILEGGENDO TERRORISMO

"Stiamo cominciando a rileggere i fatti del terrorismo degli anni '70 e '80: sul caso Moro l'ipotesi che si sta prepotentemente affacciando è che il rapimento dello statista e poi la sua uccisione siano stati strumento di una vera e propria operazione di intelligence militare". Lo ha affermato questa sera a Sondrio, il senatore Paolo Guzzanti, presidente della commissione d'inchiesta Mitrokin, invitato dal colonnello Francesco Capone comandante provinciale dei carabinieri e membro della commissione. Il caso Moro, ha spiegato Guzzanti, "viene ora visto sotto un'ottica completamente diversa, rafforzata dai recenti contatti con la magistratura inquirente francese e dalle analisi politiche e militari della situazione internazionale tra la fine della guerra del Vietnam e l'inizio della perestroika". freccia rossa che punta in alto

29 novembre 2004 (ANSA) - MITROKHIN: ACCAME, INDAGARE SU CONNESSIONE VIA FANI-CARLOS

"L'associazione Ana-Vafaf che da lungo tempo si interessa della strage di via Fani, dove morirono cinque agenti con le stellette" chiede che sia fatta chiarezza circa le possibili connessioni del gruppo Carlos con la strage di via Fani e anche rispetto all'attivita' svolta in Libano, di cui si fa cenno nel documentario "Lugano bella".
A chiederlo è Falco Accame, presidente dell'Associazione nazionale assistenza vittime arruolati nelle Forze Armate e Famiglie dei caduti che si rivolge al presidente della Commissione Mitrokhin Paolo Guzzanti. "Indirettamente il problema è stato posto anche dalla denuncia dell'avvocato Marazzita a cui si è riferita la procura di Roma, che indaga anch'essa su Carlos. Essendo stato interessato il Kgb e la Stasi, il servizio segreto della Germania dell'Est, si ritiene anche che la Commissione Mitrokhin dovrebbe indagare sulla vicenda".
Accame ricorda che numerose lettere scritte a Guzzanti "non hanno avuto un cenno di risposta. Ci si domanda se non vi sia qualcuno che non voglia che si indaghi su ciò che avvenne a via Fani e sulla vicenda Moro. Così come sostiene l'Associazione dei familiari delle vittime del treno 904, anche l'Ana-Vafaf è favorevole alle indagini della magistratura perché anche ciò che contraddistingue l'associazione è la ricerca della verità e il conseguimento della giustizia. E' di ieri la notizia che è stata nuovamente incendiata la macchina dell'agente Francesco Cangedda che aveva fornito la notizia su via Gradoli, avuta da una fonte della Stasi e passata in occidente durante i 55 giorni". freccia rossa che punta in alto

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